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Ranolazina

Meccanismo d’Azione della Ranolazina
La Ranolazina è un farmaco che esercita la sua azione terapeutica principalmente attraverso un meccanismo di inibizione della corrente tardiva del sodio (INaL) nelle cellule miocardiche. Questo meccanismo è cruciale per ridurre la tensione di parete del cuore e il consumo di ossigeno, essenziali per migliorare la funzione cardiaca, soprattutto in condizioni di ischemia. L’inibizione della corrente tardiva del sodio da parte della Ranolazina comporta una diminuzione del sovraccarico intracellulare di sodio e calcio, che è spesso responsabile della disfunzione miocardica durante episodi di ischemia.
In condizioni normali, la corrente tardiva del sodio è minima, ma in situazioni patologiche come l’angina pectoris, questa corrente può aumentare significativamente, portando a un accumulo di sodio all’interno delle cellule miocardiche. Questo accumulo di sodio, a sua volta, stimola l’entrata di calcio attraverso lo scambio sodio-calcio, aumentando così il carico di calcio intracellulare.
Un eccesso di calcio intracellulare può causare una contrazione prolungata e inefficiente del miocardio, peggiorando l’ischemia e aumentando il consumo di ossigeno.
La capacità di questo farmaco di inibire selettivamente la corrente tardiva del sodio permette di interrompere questo circolo vizioso. Riducendo la quantità di sodio che entra nelle cellule miocardiche durante la fase tardiva del potenziale d’azione, il farmaco limita anche l’entrata di calcio. Questo porta a una riduzione della tensione di parete e del consumo di ossigeno, migliorando così l’efficienza del cuore durante episodi ischemici.
Inoltre, questo farmaco ha dimostrato di avere effetti minimi sulla frequenza cardiaca e sulla pressione arteriosa, rendendolo una scelta terapeutica favorevole per pazienti che potrebbero non tollerare altri antianginosi che influenzano questi parametri. Questo profilo farmacologico unico la rende particolarmente utile in combinazione con altri farmaci antianginosi, come i beta-bloccanti e i calcio-antagonisti, per offrire una gestione più completa dell’angina pectoris.
In sintesi, questo farmaco agisce principalmente attraverso l’inibizione della corrente tardiva del sodio nelle cellule miocardiche, riducendo così la tensione di parete e il consumo di ossigeno del cuore. Questo meccanismo d’azione contribuisce a migliorare la funzione cardiaca e a ridurre i sintomi dell’angina pectoris, offrendo un’opzione terapeutica efficace e ben tollerata per i pazienti con malattia coronarica.
La Ranolazina è un farmaco antianginoso che agisce principalmente attraverso l’inibizione della corrente tardiva del sodio nelle cellule miocardiche, riducendo così la tensione di parete e il consumo di ossigeno del cuore
L’azione di questo farmaco consente di migliorare la tolleranza all’esercizio fisico nei pazienti con angina cronica. Infatti, riducendo il consumo di ossigeno del miocardio, il farmaco permette al cuore di lavorare in modo più efficiente, anche durante sforzi fisici. Questo si traduce in una diminuzione della frequenza e della gravità degli episodi anginosi, migliorando la qualità della vita dei pazienti.
Un altro aspetto importante di questo farmaco è la sua capacità di essere utilizzato in combinazione con altri farmaci antianginosi.
Molti pazienti con angina pectoris richiedono una terapia multimodale per gestire efficacemente i loro sintomi. Questo farmaco può essere aggiunto a regimi terapeutici esistenti senza causare interazioni farmacologiche significative, rendendolo una scelta versatile per la gestione dell’angina.
Studi clinici hanno dimostrato che questo farmaco è efficace non solo nel ridurre i sintomi dell’angina, ma anche nel migliorare la funzione ventricolare sinistra.
Questo è particolarmente rilevante nei pazienti con disfunzione ventricolare sinistra, dove la riduzione del consumo di ossigeno può contribuire a migliorare la funzione cardiaca globale.
La tollerabilità di questo farmaco è generalmente buona, con effetti collaterali minimi. Gli effetti avversi più comuni includono vertigini, nausea e costipazione, ma sono generalmente lievi e transitori. Questo profilo di sicurezza favorevole rende questo farmaco una scelta terapeutica attraente per i pazienti che non tollerano altri farmaci antianginosi.
In sintesi, la Ranolazina è un farmaco antianginoso che offre un’opzione terapeutica efficace e ben tollerata per la gestione dell’angina pectoris. Agendo principalmente attraverso l’inibizione della corrente tardiva del sodio nelle cellule miocardiche, riduce la tensione di parete e il consumo di ossigeno del cuore, migliorando la qualità della vita dei pazienti e permettendo una gestione più efficiente della malattia.
Indicazioni Terapeutiche della Ranolazina
La Ranolazina è indicata principalmente per il trattamento dell’angina pectoris cronica, una condizione caratterizzata da dolore toracico ricorrente dovuto a un insufficiente apporto di sangue al miocardio. Questo farmaco è particolarmente utile nei pazienti che non rispondono adeguatamente o non tollerano altre terapie antianginose, come i beta-bloccanti, i calcio-antagonisti o i nitrati.
Grazie al suo meccanismo d’azione unico, può essere utilizzata sia in monoterapia sia in combinazione con altri farmaci antianginosi per migliorare il controllo dei sintomi.
Un’altra indicazione terapeutica della Ranolazina riguarda la gestione dell’angina nei pazienti con diabete mellito. Studi clinici hanno dimostrato che questo farmaco può avere effetti benefici sul controllo glicemico, riducendo i livelli di emoglobina glicata (HbA1c) nei pazienti diabetici. Questo rende questo farmaco una scelta terapeutica particolarmente interessante per i pazienti con angina pectoris e diabete mellito concomitante.
Inoltre, questo farmaco è stato studiato per il suo potenziale utilizzo in altre condizioni cardiache, come la fibrillazione atriale e l’insufficienza cardiaca.
Sebbene non sia ancora approvata per queste indicazioni, i dati preliminari suggeriscono che potrebbe offrire benefici aggiuntivi grazie alla sua capacità di modulare la corrente tardiva del sodio e migliorare la funzione miocardica.
La flessibilità del dosaggio è un altro vantaggio di questo farmaco. Il farmaco è disponibile in compresse a rilascio prolungato, permettendo una somministrazione due volte al giorno che facilita l’aderenza alla terapia da parte dei pazienti.
La dose iniziale raccomandata è di 500 mg due volte al giorno, che può essere aumentata a 1000 mg due volte al giorno in base alla risposta clinica e alla tollerabilità del paziente.
È importante monitorare attentamente i pazienti in trattamento con questo farmaco per eventuali effetti collaterali e interazioni farmacologiche. Questo farmaco può interagire con altri medicinali metabolizzati dal citocromo P450 3A (CYP3A), come alcuni antifungini, antibiotici e farmaci antiretrovirali. Pertanto, è essenziale valutare attentamente la storia farmacologica del paziente prima di iniziare la terapia con questo farmaco.
In sintesi, questo farmaco rappresenta un’opzione terapeutica efficace e versatile per il trattamento dell’angina pectoris cronica, con potenziali benefici aggiuntivi nei pazienti diabetici e in altre condizioni cardiache. Grazie alla sua flessibilità di dosaggio e al profilo di sicurezza favorevole, offre una valida alternativa o complemento alle terapie antianginose tradizionali, migliorando la qualità della vita dei pazienti affetti da questa debilitante condizione.