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Ivabradina

Ivabradina

Meccanismo d’Azione di Ivabradina: Come Funziona il Farmaco

Ivabradina è un farmaco innovativo utilizzato principalmente per il trattamento di alcune condizioni cardiache, come l’angina pectoris e l’insufficienza cardiaca. Il suo meccanismo d’azione è unico e altamente specifico, concentrandosi sul nodo senoatriale del cuore.

Questo nodo è il pacemaker naturale del cuore, responsabile della generazione degli impulsi elettrici che regolano la frequenza cardiaca. Ivabradina agisce bloccando selettivamente i canali If (funny current) nel nodo senoatriale. Questi canali sono cruciali per la depolarizzazione spontanea delle cellule pacemaker, che innesca ogni battito cardiaco.

Bloccando i canali If, questo farmaco rallenta la frequenza di questi impulsi elettrici, riducendo così la frequenza cardiaca.

Questo effetto è ottenuto senza influenzare la contrattilità del miocardio o la pressione arteriosa, rendendo questo farmaco una soluzione terapeutica particolarmente vantaggiosa per i pazienti che necessitano di una riduzione della frequenza cardiaca senza altri effetti cardiaci collaterali. La riduzione della frequenza cardiaca diminuisce il consumo di ossigeno del miocardio, migliorando l’efficienza del cuore e alleviando i sintomi di angina pectoris.

Un altro aspetto rilevante del meccanismo d’azione di questo farmaco è la sua selettività.

A differenza di altri farmaci come i beta-bloccanti, che agiscono su vari recettori e possono avere effetti sistemici, questo farmaco è altamente specifico per i canali If del nodo senoatriale. Questo significa che i pazienti possono beneficiare di una riduzione mirata della frequenza cardiaca senza sperimentare molti degli effetti collaterali comuni associati ad altri trattamenti. Inoltre, questo farmaco non influisce sui recettori adrenergici, il che lo rende una scelta sicura per pazienti con asma o altre condizioni che potrebbero essere aggravate dai beta-bloccanti.

In sintesi, questo farmaco rappresenta una svolta nel trattamento delle condizioni cardiache grazie al suo meccanismo d’azione specifico e mirato. La sua capacità di ridurre la frequenza cardiaca senza compromettere la contrattilità miocardica o influenzare la pressione sanguigna la rende un’opzione terapeutica preziosa per molti pazienti.

Ivabradina agisce specificamente sul nodo senoatriale del cuore, riducendo la frequenza cardiaca senza influenzare la contrattilità miocardica. Questo meccanismo d’azione rende Ivabradina un’opzione terapeutica unica per i pazienti con angina pectoris e insufficienza cardiaca

Ivabradina agisce in modo specifico sul nodo senoatriale del cuore, un’area cruciale per la regolazione del ritmo cardiaco. Questo nodo, noto anche come pacemaker naturale del cuore, è responsabile della generazione degli impulsi elettrici che determinano la frequenza dei battiti cardiaci.

Bloccando selettivamente i canali If (funny current) all’interno del nodo senoatriale, Ivabradina riduce la frequenza con cui questi impulsi vengono generati.

Una delle caratteristiche distintive di questo farmaco è la sua capacità di abbassare la frequenza cardiaca senza influenzare negativamente la contrattilità del miocardio. Questo è particolarmente importante per i pazienti con angina pectoris, poichê una riduzione della frequenza cardiaca diminuisce il consumo di ossigeno del cuore, alleviando così i sintomi dolorosi associati a questa condizione. Inoltre, per i pazienti con insufficienza cardiaca, il controllo della frequenza cardiaca è essenziale per migliorare la funzione cardiaca e la qualità della vita.

Questo farmaco offre un vantaggio significativo rispetto ad altri medicinali che agiscono sul sistema cardiovascolare.

Ad esempio, rispetto ai beta-bloccanti, che possono avere effetti collaterali sistemici e influenzare vari recettori nel corpo, questo farmaco è molto più selettivo. Questa selettività riduce il rischio di effetti collaterali indesiderati, rendendola una scelta terapeutica preferibile per molti pazienti.

Inoltre, non influisce sui recettori adrenergici, il che la rende sicura per pazienti con condizioni come l’asma, che potrebbero essere aggravate da altri tipi di farmaci.

Un altro aspetto importante è che questo farmaco non altera la pressione sanguigna, un fattore critico per molti pazienti con problemi cardiaci. Questo permette di utilizzare il farmaco in combinazione con altre terapie senza il rischio di interazioni negative che potrebbero compromettere il controllo della pressione arteriosa. La sua azione mirata e specifica lo rende un’opzione terapeutica versatile e sicura.

In sintesi, la capacità di questo farmaco di ridurre la frequenza cardiaca senza influenzare la contrattilità miocardica o la pressione arteriosa lo rende una scelta terapeutica unica e preziosa. Questo farmaco offre una soluzione mirata e sicura per il trattamento dell’angina pectoris e dell’insufficienza cardiaca, migliorando significativamente la qualità della vita dei pazienti.

Indicazioni Terapeutiche di Ivabradina: Quando Utilizzarla

Ivabradina è indicata principalmente per il trattamento di due condizioni cardiache: l’angina pectoris stabile cronica e l’insufficienza cardiaca cronica. Per quanto riguarda l’angina pectoris stabile cronica, questo farmaco è raccomandato per quei pazienti che presentano una frequenza cardiaca elevata e che non possono tollerare i beta-bloccanti o per i quali questi ultimi non sono sufficientemente efficaci.

L’angina pectoris è una condizione caratterizzata da dolore toracico causato da un insufficiente apporto di ossigeno al miocardio. Riducendo la frequenza cardiaca, questo farmaco diminuisce il consumo di ossigeno del cuore, alleviando così i sintomi dolorosi.

Nell’insufficienza cardiaca cronica, Ivabradina è utilizzata per pazienti con una frazione di eiezione ridotta e una frequenza cardiaca elevata. L’insufficienza cardiaca è una condizione in cui il cuore non è in grado di pompare sangue in modo efficiente, portando a sintomi come affaticamento, dispnea e ritenzione di liquidi.

Riducendo la frequenza cardiaca, questo farmaco migliora l’efficienza del cuore, permettendo una migliore perfusione dei tessuti e un miglioramento generale della qualità della vita del paziente.

Un’altra indicazione terapeutica di questo farmaco riguarda la sua combinazione con altre terapie. Può essere utilizzato in aggiunta a farmaci come ACE-inibitori, diuretici e antagonisti dell’aldosterone per ottimizzare il trattamento dell’insufficienza cardiaca.

Questa combinazione di terapie può portare a una gestione più completa e efficace della condizione, riducendo il rischio di ospedalizzazioni e migliorando la prognosi a lungo termine.

Inoltre, è importante notare che questo farmaco è indicato solo per pazienti con ritmo sinusale normale. Non è efficace nei pazienti con fibrillazione atriale o altre aritmie, poichê il suo meccanismo d’azione si basa sulla modulazione del nodo senoatriale. Pertanto, una corretta diagnosi e valutazione della frequenza cardiaca sono essenziali prima di iniziare il trattamento con questo farmaco.

In sintesi, le indicazioni terapeutiche di questo farmaco sono ben definite e mirate a migliorare la qualità della vita dei pazienti con angina pectoris stabile cronica e insufficienza cardiaca cronica. La sua capacità di ridurre la frequenza cardiaca senza influenzare negativamente la contrattilità miocardica o la pressione arteriosa lo rende una scelta terapeutica preziosa e versatile.

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